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Incidenti lavoro: CGIL su dati INAIL, buone notizie ma non abbassare la guardia |
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Nel 2010, rileva l'INAIL calano gli infortuni (1,9%) e le morti sul lavoro (6,9%) rispetto al 2009. Per la Confederazione la sicurezza sul lavoro deve essere considerata “un investimento e non un costo” |
Calano gli infortuni sul lavoro, in particolare quelli mortali, che registrano il dato più basso dal dopoguerra. Nel 2010 sono
state 980 le morti sul lavoro, in calo del 6,9% rispetto alle 1.053 del 2009, mentre gli infortuni nel complesso, sulla base delle stime preliminari, sono stati 775mila in calo dell'1,9%
rispetto all'anno precedente. A rilevarlo sono i dati diffusi dall'INAIL che definisce il dato sui casi mortali comunque “inaccettabile”.
“Non bisogna assolutamente abbassare la guardia” avverte il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere “pur in presenza di buone notizie dal punto di vista statistico”. Piuttosto,
secondo il dirigente sindacale “bisogna intensificare l’azione comune condotta dai sindacati e dalle imprese” per aumentare la lotta contro gli infortuni e per incrementare le risorse, affinché,
spiega Scudiere “la sicurezza sul lavoro sia considerata un investimento e non un costo”.
Contemporaneamente però, osserva il Segretario Confederale, in una fase di crisi come quella attuale “bisogna essere consapevoli che il ricorso al lavoro nero è una delle piaghe che spesso mette
in ombra e nasconde gli infortuni quotidiani”.
L’azione comune supportata dalla competenza e dall’impegno dell’INAIL “può traguardare - conclude Scudiere - risultati che possano significativamente ridurre questa piaga che nel nostro paese è
ancora molto grave”.
INAIL dati 2009 Infortuni calano e Malattie Professionali crescono
Le denunce complessive sono 790mila: 85mila in meno rispetto al 2008. I casi mortali sono stati 1.050, per una flessione del 6,3%. L'andamento è in parte dovuto alla crisi economica che ha ridotto, però, solo nella misura del 3% l'esposizione al rischio.
I dati presentati dal presidente dell'INAIL, Marco Fabio Sartori (il 20 luglio 2010 a Roma).
INFORTUNI
Le denunce complessive sono 790mila: 85mila in meno rispetto al 2008.
I casi mortali sono stati 1.050, per una flessione del 6,3%.
L'andamento è in parte dovuto alla crisi economica che ha ridotto, però, solo nella misura del 3% l'esposizione al rischio.
MALATTIE PROFESSIONALI
Il 2009 è stato un anno record per le malattie professionali.
Le denunce complessive sono state 34.646: il valore più alto degli ultimi 15 anni, per un aumento del 15,7% rispetto ai 30mila casi del 2008 e di circa il 30% in 5 anni (8mila denunce in più rispetto alle quasi 27mila del 2005).
L’agricoltura è il comparto più interessato: le segnalazioni pervenute all’Istituto sono, infatti, più che raddoppiate in un solo anno (da 1.834 del 2008 a 3.914 del 2009, +113,4%) e triplicate nell’ultimo quinquennio.
A crescere sono anche le malattie dell’apparato muscolo-scheletrico (tendiniti, affezioni dei dischi intervertebrali, sindrome del tunnel carpale, ecc.) dovute a sovraccarico biomeccanico: con quasi 18mila casi denunciati (per un aumento del 36% rispetto al 2008) e raddoppiate in cinque anni (erano poco meno di 9mila nel 2005).
In base al DM 9 aprile 2008 sono entrate a regime nuove tabelle, che hanno incluso come tabellate alcune malattie che prima non lo erano.
LE REAZIONI
Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro: "Nel complesso il rapporto Inail ci dice che andiamo nella giusta direzione", pur ammettendo che "la crisi ha in parte influito".
Cesare Damiano, ex Ministro del lavoro: "Ritengo che il drastico calo dell'occupazione avvenuto nel biennio 2009-2010 abbia un ruolo importante nella riduzione registrata dall'Inail.
E' necessario continuare la battaglia in difesa della sicurezza sul lavoro".
Marco Fabio Sartori Presidente dell'INAIL: "I dati confermano che il sistema lavoro ha investito in sicurezza.
Stiamo vivendo un trend positivo "testimoniato - anche rapportando nel medio periodo i dati 2009 a quelli del 2002 - dalla diminuzione di 200mila infortuni".
Secondo l' INAIL
Calano infortuni e morti sul lavoro: è la flessione più alta dal 1993.
Aspetto particolarmente significativo: la riduzione maggiore ha riguardato gli infortuni in occasione di lavoro - quelli effettivamente verificatisi durante lo svolgimento delle attività lavorative - per i quali il numero delle denunce si è ridotto del 10,2%, a fronte di un calo del 6,1% degli infortuni in itinere (avvenuti durante il tragitto casa/lavoro e viceversa).
Analoga - anche se in misura meno sostenuta - la flessione dei casi mortali: quelli in occasione di lavoro sono passati dagli 829 del 2008 ai 767 del 2009 (-7,5%), mentre i decessi in itinere sono scesi da 291 a 283 (-2,7%). Sempre nell'ambito degli infortuni mortali in occasione di lavoro, di particolare importanza è il numero di quelli occorsi sulla strada a lavoratori che operano in questo specifico ambito (autotrasportatori di merci o di persone, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale, ecc.), scesi comunque dai 338 casi del 2008 ai 303 del 2009 (-10,4%).
Il 2009 è stato un anno fortemente condizionato dalla grave crisi economica internazionale, tutto ciò si è tradotto non solo in un calo del numero di occupati (secondo l'Istat pari al -1,6%), ma anche in una riduzione nella quantità di lavoro a seguito di interventi operati dalle aziende: dai tagli di straordinario e di lavoro temporaneo al ricorso alla cassa integrazione.
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DATI INAIL
ANDAMENTO DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO
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Febbraio
2011 |
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Novembre
2010 |
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Infortuni
notturni in calo ma non troppo |
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Giugno
2010 |
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Calano gli
infortuni nei servizi ospedalieri |
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Stranieri: in
aumento lavoratori e infortunati |
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Alberghi e ristoranti: infortuni al femminile |
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Novembre
2009
i numeri della
crisi |
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Ottobre
2009 |
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Agosto 2009 |
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Giugno 2009 |
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Maggio 2009 |
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Febbraio
2009 |
INAIL: in alberghi e ristoranti,
il pericolo è tra i fornelli
Disponibili i dati sugli infortuni nei settori alberghiero e della ristorazione nei quali, nel 2008, si contano 33.500 denunce d’infortunio. I cuochi professionisti sono la categoria più a rischio e, tra le cause di incidenti più frequenti, scivolamenti, movimenti bruschi e perdita di controllo di utensili e oggetti taglienti
Anche la "nouvelle cuisine" può costituire un rischio. Infatti, preparare manicaretti e leccornie non è un mestiere senza pericoli. Lo rivela l'ultimo numero di Dati INAIL (dicembre 2009) che analizza il fattore infortunistico negli alberghi e nei ristoranti italiani.
Uno spaccato imprenditoriale variegato che nel nostro Paese comprende 286mila aziende assicurate e che, malgrado la crisi economica, va a gonfie vele (il settore, infatti, ha retto chiudendo il 2008 con un giro d'affari pari al 10,5% del Pil).
Sul versante infortunistico la situazione è stabile ormai da qualche anno:
- gli incidenti si mantengono su una in media di 33.500 denunce l'anno;
- i casi mortali nel 2008 sono stati 31, il 68% dei quali è avvenuto però in itinere (nel tragitto casa-lavoro-casa);
- rispetto ai luoghi, un infortunio su tre avviene nei ristoranti (11.347 denunce nel 2008), seguono le mense (7.234), gli alberghi (7.121), i bar (6.234), i villaggi turistici e campeggi (1.777);
- tra gli addetti, più colpite sono le donne che denunciamo il 53,6% degli infortuni totali del settore;
- tra le cause più frequenti ci sono gli scivolamenti, i movimenti bruschi e la perdita di controllo degli utensili e degli oggetti taglienti che determinano soprattutto danni alle mani, alla colonna vertebrale e alle caviglie;
- tra le mansioni, in testa alla spiacevole classifica infortunistica i cuochi (22% del totale), seguiti da camerieri (21%), inservienti (13%), baristi (7%) e rosticcieri/pizzaioli (4%).
Sul fronte dei lavoratori stranieri poi, il settore Alberghi e ristorazione conta oltre 300mila addetti con prevalenza di donne (60%) ed un'imprenditoria immigrata in continua espansione, gestita soprattutto dai cinesi (che detengono il 33% del totale) e dai marocchini. Geograficamente, circa un quarto dei locali etnici si trova in Lombardia, il 12% nel Lazio e l'8% in Veneto. In merito agli incidenti sul lavoro:
- nel 2008 i lavoratori immigrati hanno presentato 6.802 denunce d’infortunio (pari al 20% del totale), mentre, nel 2004, 5.495 (pari al 17% del totale);
- per i casi mortali, l'incidenza è contenuta e la media è di 4 vittime l'anno.
SALUTE R
& L
SICUREZZA S







