Sono 600 a Brescia, 1800 nella provincia e circa 100mila in Italia le dipendenti degli appalti scolastici assunte con part-time  ciclico.

 

DEVONO LAVORARE 50 ANNI PER MATURARE 40 ANNI DI CONTRIBUTI

Inoltre queste lavoratrici subiscono una penalizzazione anche per quanto riguarda l’accesso alla pensione. Infatti per queste lavoratrici part time con sospensione estiva (part time ciclico),  l'INPS  non considera per aver diritto all'accesso alla pensione 52 settimane all'anno, ma  solo 40 o 44 settimane a secondo che svolgano la loro attività nelle materne o nelle scuole elementari.

Le lavoratrici con part time inferiori alle 24 ore, tante nel settore, si vedono ridurre le settimane utili all’accesso alla pensione  a  causa dei minimali INPS che penalizzano  ulteriormente le lavoratrici più povere quale che obbiettivo dei legislatori sia quello di confermare il detto “piove sempre sul bagnato”. 

 

 

 

2/3 MESI SENZA REDDITO

In Italia tutti i lavoratori, anche quelli che svolgono  solo 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni e 30 giorni di lavoro negli ultimi 12 mesi, percepiscono la Naspi o MiniAspi

I lavoratori a tempo indeterminato le cui aziende hanno cali produttivi possono usufruire di cassa integrazione (oggi FIS). 

Le lavoratrici che operano negli appalti scolastici, sono invece le uniche lavoratrici prive di qualsiasi sostegno al reddito (neppure gli assegni famigliari) quando involontariamente sono senza lavoro ovvero ogni estate da giugno/luglio a settembre.

 

PROMESSE, PROMESSE, PROMESSE

Il Governo il 2 agosto del 2018 ha fatto proprio un emendamento lo impegnava nell’ambito della prossima legge di stabilità a “valutare l’opportunità di intervenire ... per porre fine ad un evidente iniquità”.

La legge di stabilità è stata approvata dal parlamento, ma l’iniquità permane.

Nel marzo del 2019, nel corso della approvazione del decretone, il Governo ha accolto come raccomandazione un ordine del giorno che impegnava il Governo a rendere esecutiva la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 10 giugno 2010 che ha affermato che la disciplina italiana sul trattamento pensionistico non deve essere discriminante tra lavoratori part-time orizzontali e part-time verticali. Anche questa raccomandazione è rimasta lettera morta.

Oggi, che si sono effettuati consistenti risparmi da “quota 100” e dal “reddito di cittadinanza”,  il Governo potrebbe intervenire sanando finalmente una situazione che penalizza i lavoratori più poveri e che li costringe a lunghe vertenze giudiziarie per ottenere il riconoscimento delle loro ragioni. Vertenze che puntualmente si risolvono con la condanna dell’INPS al pagamento delle spese giudiziarie.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte “avvocato degli italiani” dovrebbe sapere che in presenza di una sentenza della GUE la magistratura italiana non può che uniformarsi, cosa che avvenendo con inutili spese a carico dell’INPS e quindi della collettività. 

 

Il 19 giugno tutti i mass media hanno riportato la notizia che, a Napoli, il premier Giuseppe Conte abbia intavolato un dialogo con un avvocato in mutande sui problemi della propria categoria. 


SE GIUSEPPE CONTE CI VUOLE IN MUTANDE PER OCCUPARSI DEI PROBLEMI DELLE LAVORATRICI, FACCIAMO ANCHE QUESTO…

 

MARTEDI’ 9 LUGLIO ORE 17.00 - PREFETTURA DI BRESCIA PIAZZA PAOLO VI

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